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Romagna D.O.C. Trebbiano

Plinio il Vecchio, grande naturalista e scrittore romano del 1° secolo dopo Cristo, nella sua "Naturalis Historia" già parla del "Trebulanus" coltivato in Campania. Non era certo quello di oggi, secco e deciso, quanto piuttosto un vino ben più aromatizzato, ma il ceppo è sempre lo stesso. Furono però gli Etruschi a introdurlo in Romagna, come suggerisce un altro dotto latino, Terenzio Varrone quando ricorda l'arrivo di questo popolo in terra Romagnola. Nel medioevo il trebbiano era nell'elenco dei vini ammessi alle cantine del Palazzo delle Signorie a Firenze, Era quindi degno di essere gustato nei pranzi di maggior prestigio. In epoca moderna, a dimostrazione della sua polivalenza, va ricordato che le uve di un vitigno simile (Saint-Emilion) sono alla base dei più prestigiosi e raffinati cognac francesi.

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